Agricoltura di precisione? Si grazie! Michele Librandi, del prestigioso Oleificio calabrese, ci racconta perchè conviene.

(di Bernardo Pasquali). Le Tenute Librandi di Vaccarizzo Albanese, in provincia di Cosenza, rappresentano uno dei vertici italiani della produzione di Olio Extra Vergine di Oliva di qualità. La prestigiosa Guida Flos Olei l’ha premiata come Azienda Olearia dell’Anno. La sua storia, affonda le radici a fine Ottocento ma, la sua visione, è sempre stata un’avanguardia del suo territorio e non solo. Michele Librandi è l’agronomo di questa splendida realtà e, da qualche anno, si sta dedicando ad una gestione ragionata e sostenibile dei suoi oliveti.

La completa produzione Biologica nella nostra azienda – afferma Michele – non è più sufficiente a tutelare l’ambiente che ci ospita”. Dal 2018 l’attività agronomica nelle proprietà della famiglia Librandi, si è aperta all’integrazione di nuovi sistemi di controllo e di gestione delle attività quotidiane produttive, con nuovi progetti innovativi e sperimentali di alta tecnologia. La chiamano Agricoltura 4.0 o Smart-Agriculture. Fondamentalmente, si tratta di un apporto sostanziale, che segna un nuovo corso di tutela e rispetto del patrimonio ambientale che ci riguarda tutti.

Deepfield – connect. La sonda che aiuta l’acqua.

I miei appezzamenti di olivi, dal 2018, hanno degli ospiti in più: sono delle piccole sonde che affondano dolcemente nel terreno, in corrispondenza delle radici di alcuni olivi. Ogni dieci minuti, inviano dati ad un cloud che registra temperatura, umidità, ritenzione idrica, e molto altro. Il progetto che ho conosciuto in fiera a Bari, mi è stato presentato da due giovani ingegneri tedeschi della Bosch – continua Michele Librandi. Si trattava di un sistema innovativo di gestione delle acque di irrigazione attraverso un sistema integrato di controllo dei valori di penetrazione dell’acqua attraverso i terreni durante tutto l’anno”.

La sonda Deepfield – Connect della Bosch

Con questo sistema tedesco, attraverso una applicazione mobile, l’agronomo riesce a comprendere una molteplicità di fenomeni: gestire la ritenzione idrica durante tutto l’anno; controllare gli sprechi dell’acqua evitandone l’uso improprio quando non serve; riconoscere eventi climatici favorevoli ad alcuni parassiti, come, ad esempio, nel caso delle olive, la mosca; gestire in remoto tutte le attività irrigua con un personale molto ridotto, con conseguente risparmio dei costi di manodopera; infine il controllo dei tempi di utilizzo delle pompe idrauliche che fanno arrivare l’acqua alle piante, con un risparmio energetico importante.

Deepfield – connect mi permette di avere un monitoraggio continuo di tutta la mia proprietà. Questo significa conoscere meglio le esigenze vitali delle proprie piante. Dal primo anno 2018, al 2020, i dati mi confermano un risparmio di acqua dell’ordine del 30%. Un piccolo grande contributo che vogliamo dare a questo nostro pianeta. Non solo – continua Michele – questo tipo di gestione mi permette di avere valori analitici molto più alti di polifenoli negli oli finito. Questo significa maggiore valore nutritivo e piacevolezza del prodotto finale”.

Agricoltura 4.0. A piccoli passi, una scelta doverosa per le aziende agricole italiane

L’esempio delle Tenute Librandi è senz’altro di grande pregevolezza ma non è l’unico in Italia. Sappiamo che il Politecnico di Milano, nel Campus di Cremona, frà partire proprio a settembre il prossimo Corso di Laurea in Agriculture Engineering, e, quello che fa Michele nel suo oliveto, non è nient’altro che l’agricoltura italiana nei prossimi venti – trent’anni. Il fatturato annuo di questi pionieri del futuro nei campi è, in Italia, ancora limitato a circa 500 milioni di euro ma, dal 2019 al 2020, l’incremento di progettualità nelle aziende italiane è cresciuto del 20% e la strada ormai sarà l’unica via per arrivare in tempo con il protocollo Agenda 2030 europeo.

Non preoccupiamoci dei costi – afferma Librandi – perchè sono più gli utili che le spese. Ad esempio le mie sonde sono costate circa 400€ l’una per 4 impianti. Posso dire che in meno di due anni ho già ripagato tutto. Quello che mi fa più piacere e che sosterrà queste tipologie di applicazioni tecnologiche, è il fatto che ti senti partecipe di un percorso di tutela e salvataggio di questa Terra che ci ospita e che, anche noi agricoltori, negli anni abbiamo un pò troppo stressato”.

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