L’Italia ha una nuova IGP: la Castagna di Roccamonfina alle pendici del vulcano di Monte Croce .

(di Bernardo Pasquali). Nasce la nuova Castagna di Roccamonfina IGP. Il 5 gennaio 2021 ha portato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo provvedimento che istituzionalizza la nuova IGP della Castagna di Roccamonfina. Il parco di Riccamonfina è un sito campano, in provincia di Caserta, al confine con la regione Molise a nord e Lazio a Ovest. Roccamonfina è famosa, non solo per i suoi bellissimi castagni ma anche per i preziosi tartufi che qui, proprio tra i castagni, si popolano nel sottosuolo.

La Castagna di Roccamonfina IGP, in particolare la qualità Tempestiva, ha le caratteristiche di essere estremamente precoce, rispetto alle altre italiane, anche quelle della sua stessa latitudine. Si pensi che la raccolta può iniziare già il primo di settembre. Ha una dolcezza rimarcata e offre una piacevolissima e delicata cremosità al palato.

Zona di produzione

La zona di produzione della I.G.P. «Castagna di Roccamonfina», di cui  al  presente   disciplinare,   comprende   l’intero   territorio amministrativo  dei  Comuni  di:  Caianello,  Conca  della  Campania, Galluccio, Marzano Appio, Roccamonfina, Sessa Aurunca, Teano, Tora  e Piccilli, tutti appartenenti alla Provincia di Caserta.

Un pò di storia

Come ogni prodotto c’è sempre una storia vera certificata e una leggenda tradizionale a suo sostegno. La prima afferma che i castagni si sono insediati in zona un centinaio di anni prima della dominazione romana ma, si attestano documenti in cui si parla di essa, a partire dall’epoca successiva alle invasioni barbariche. Soprattutto in questo periodo, i castagni diventarono sostentamento nutritivo e fonte di commerci per il suo legno molto pregiato. La vera e propria commercializzazione delle castagne e l’uso commerciale dei castagni è più definita in epoca angioina, dove il frutto acquistata un vero e proprio valore di scambio economico.

La tradizione però ammette una leggenda diversa che si aggancia alla storia del Santuario dei Monti Lattani. Si narra che fu proprio San Bernardino, fondatore del Convento, durante una visita ad un quadro della Vergine, trovato da un pastorello, a piantare davanti il ritratto un ramoscello secco di castagno. Dopo averlo interrato questo germogliò velocemente e diede inaspettatamente i suoi primi frutti. I monaci usarono quel prodigio per innestare i castagneti limitrofi e da lì nacque la Castagna di Roccamonfina come la conosciamo oggi.

Utilizzo in cucina

La Castagna di Roccamonfina IGP è indicata per le caldarroste proprio per la sua dolcezza e per la sua capacità di spellarsi facilmente dopo essere stata posta sulla brace. Alcuno tipologie come la Napoletana e la Riccia, invece, per la loro dimensione, sono molto indicate per la cottura in umido e per l’utilizzo della farina speciale per dolci e pani della tradizione.

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