Cuochi di Terra. A Treviso sei Chef si uniscono nel segno della ristorazione sostenibile.

(di Bernardo Pasquali). Cucina, condivisione sostenibilità. Sono i tre claims che, un gruppo di chef di Treviso, hanno scelto per definire questo nuovo progetto di “rete” gastronomica intelligente e contemporanea, che condivide i valori di Terra Madre.

Il 30 aprile è partita questa affascinante avventura in un contesto temporale decisamente drammatico per la ristorazione. Eppure questa iniziativa, porta un lampo di luce che può solo far bene in prospettiva di fiducia e speranza per la ripartenza.

Sette attori, alcuni già affermati da anni, altri addirittura delle istituzioni territoriali, che hanno deciso di condividere esperienze e scelte gastronomiche rispettose dell’ambiente, della salubrità nutrizionale, l’autoproduzione, l’attenzione alle intolleranze, la scelta delle piccole aziende agricole del territorio per la fornitura delle materie prime. Una nouvelle vague che ha le idee chiare e che rappresenta una bella novità in territorio Veneto.

Durante la diretta, condotta da Carlo Vischi, si è ricordato Arturo Filippini grande interprete della cucina trevigiana e veneta, patron della saga dei Toulà, che si è spento all’improvviso pochi giorni fa.

Silvia Cappellazzo, Formatrice

“Da 25 anni, Pratico una cucina vegetale al 100%. A dir la verità non sono proprio uno chef ma il mio compito è soprattutto quello della formazione. Presento la cucina olistica. Racconto il cibo come elemento essenziale per stare bene a 360 gradi. Parlo di nutrizione dell’infanzia e cerco di aiutare i bambini a ricollegarsi alla natura tramite il cibo. Il cibo parla al nostro corpo, alla nostra mente, alla nostra anima”.

Alberto Toè, Ristorante Le Cementine H-Farm

Nella visionaria realtà di H-Farm, dove le idee diventano concrete imprese millennials, Alberto, si gode il suo bellissimo e intimo Orto dove coltiva le erbe aromatiche, le verdure e sperimenta il suo lato green, che dopo rielabora in ottimi piatti di tecnica, design e piacevolezza. “Per me la cucina è rispetto della materia prima e, vista la collocazione del mio ristorante, voglio ogni lanciare dei messaggi forti ai giovani: è bello stare a tavola. E’ ricerca, condivisione, convivialità, gioia e passione. Tutta quella che metto in cucina”.

Marco Boscarato, Casa La Buona Stella orto e cucina

Quella di Marco e Alessia, sua moglie, è una dolcissima e tenera idea di condivisione di passione, idee e creatività naturali. “Quando si viene nel mio locale si arriva nella mia famiglia e si crea un rapporto il più possibile conviviale. E’ una residenza rurale con orti e cucina. Siamo sulla splendida collina del Montello. Facciamo una cucina vegetariana e vegana, ma non abbiamo eliminato la carne. La nostra è una cucina che unisce e non che alimenta lo scontro. Ingredienti comunque tutti biologici e provenienti da fornitori amici. Menu molto flessibile, per gestire al meglio le stagionalità e controllare qualsiasi spreco”.

Ermanno Zago, Ristorante Le Querce

Ermanno ha fatto dello studio e dell’applicazione una materia fondamentale per riuscire a cogliere le migliori tecniche della cucina rispettosa delle intolleranze. “Siamo nati 22 anni fa a Ponzano Veneto e propongo una cucina certificata per celiaci e lattointolleranti. Abbiamo un menu dedicato che cerco di cambiare il più possibile per dare anche a queste persone la possibilità di divertirsi a tavola. La tavola è molto importante e cerco nel menu delle organolettiche particolari, profumi, aromi, sapori, creativi e innovativi. Nutro il corpo consuma cucina sana cercando di emozionare”.

Pierchristian Zanotto, Ristorante Gambrinus

In una location mitica per la storia e la cultura enogastronomica veneta, Piercristian porta avanti un progetto che è nato nel 2012. Molta attenzione all’autoproduzione dei suoi ingredienti e un controllo etico dello spreco. “Ho portato una nuova visione della cucina, che si propone di valorizzare i claims di questa associazione. Ho conosciuto l’esperienza di mio padre e continuo a produrre miele, aceto (ho una madre di 20 anni). Ho scelto di dare un senso all’economia circolare, tutto l’umido della cucina va a finire nella produzione di compost che poi serve a concimare i miei orti”.

Marco Bortolini, Ristorante da Gigetto

Gigetto è una istituzione culinaria dell’area del Prosecco. Chi non è passato da lì dopo un viaggio tra vigne e bollicine? “Io sono la terza generazione. La cosa più importante è cercare sempre di dare una forte identità al locale, cercando di portare anche innovazione. quando sono arrivato in cucina ho gradualmente stravolto i fornitori cercandone di piccoli, artigiani e del territorio. Peer fare questo non è stato facile. Abbiamo dovuto cambiare tutta la programmazione del ristorante. Ma la soddisfazione è grande e si vede anche sui visi dei nostri clienti”.

On Twitter @bernipasqu


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