Giovani, carini e…visionari. Nasce il nuovo progetto vitivinicolo Basaltica che anticipa tutti i principi dell’agroalimentare green che verrà.

(di Bernardo Pasquali). Quelli di Ben Stiller, nel film del 1994, erano Giovani, carini e disoccupati, Matteo, Junior Jader e Federico sono invece dei visionari che stanno applicando alla lettera gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della nuova Agenda 2030 che rivoluzionerà in dieci anni l’agroalimentare europeo. Con loro nasce “Basaltica” il nuovo progetto vitivinicolo tra le terre antiche di Gambellara.

Per chi non lo sapesse, Gambellara, è un piccolo paese da secoli caratterizzato dalla coltivazione di uva bianca Garganega, il più ad ovest della provincia di Vicenza. Sulle colline di questo comune si passeggia come sulle bocche eruttive dell’Etna o delle Isole Eolie. Il terreno è infatti un cumulo straordinario di basalti colonnari che, nei secoli, hanno rifornito l’architettura delle costruzioni locali, lasciando ancora oggi intravvedere i loro segni sui muri portanti delle case. Lava, basalto, torba vulcanica e vulcaniti sparse. Questo è il substrato su cui nascono le vigne di Garganega di Gambellara e, da esso, prende il nome di questo nuovo bellissimo progetto vitivinicolo: BASALTICA.

Basaltica è figlia di un’idea nuova totalmente democratica

Una realtà millennial, come lo sono i loro principali attori: Matteo Franchetto, enologo che tratta la biologia dei lieviti e che, forte dei suoi studi, conduce una rigorosa e severa serie di pratiche di cantina che abbattono completamente l’uso di prodotti chimici e coadiuvanti delle fermentazioni; Federico Marchetto, già proprietario della cantina Marchetto, che ha messo a disposizione la sua struttura e ha sposato in pieno le tecniche colturali di allevamento della vite in assenza di fertilizzanti chimici e trattamenti fitosanitari invasivi che lasciano sulla pianta residui talvolta pericolosi per la salute dell’uomo; Jader Junior Framarin, il più eclettico ed artistico componente del gruppo che si emoziona al citare le didascalie delle retroetichette da lui composte. Un trinomio esplosivo di entusiasmo, ricerca, sviluppo di un concetto nuovo di vitivinicoltura che guarda con coraggio verso l’agroalimentare del terzo millennio.

“Basaltica non è solo un progetto vitivinicolo, è un approccio del tutto nuovo al mondo della terra coltivata – spiega Matteo Franchetto. – Qui si cerca di dare valore al territorio attraverso la valorizzazione degli impianti produttivi, dei salari giusti ai viticoltori che oggi svendono un prodotto di qualità. Significa ridare dignità ad un’uva che, qui a Gambellara, è stata solamente sfruttata e umiliata”.

Maggiore salario per i contadini e valorizzazione del territorio

“Basaltica sta coinvolgendo contadini e conferitoti di cantine sociali e di grandi realtà produttive che riescono a malapena a portare a casa 0,20 – 0,25€ per kg di uva DOC. Noi riusciamo a garantire una valorizzazione di 0,50 centesimi, fino a circa 0.70 – 0,75 centesimi – afferma Federico Marchetto agronomo e cantiniere del progetto”. Sono 5 i contadini che finora hanno aderito. Il progetto è appena partito e, dipendentemente dalla capacità di posizionamento del prodotto in commercio, si potrà ampliare la quantità di uva lavorata. Attenzione però! “Abbiamo stabilito un protocollo molto severo nell’allevamento e la gestione sanitaria delle vigne. Ad esempio, quest’anno, dalle analisi, abbiamo visto che uno dei contadini ha deviato dal protocollo con residui che non sono ammissibili per il nostro prodotto – incalza Matteo Franchetto.

Un progetto che recupera l’identità biologica di un territorio

“Non si tratta solo di far emergere la tipologia dei suoli vulcanici e del sito unico costituito da basalti colonnari – afferma Framarin – diamo valore ad un’uva che ha una grande versatilità. Da essa si producono vini frizzanti, spumantizzati, fermi secchi e straordinari recioti e vini santi. Per questo, chi beve uno dei nostri vini, troverà l’essenza del frutto e il carisma minerale del vulcano. Un binomio perfetto consolidato dall’uomo nei secoli e, oggi, sempre più contemporaneo”.

“Ad uno dei vini, abbiamo dato nome Zygo” – racconta Franchetto. “Dalle analisi del laboratorio di ricerca di microbiologia è emerso come esista, in quantità più o meno dominanti, una particolare specie di lievito che è strettamente ritrovatile solo qui nel territorio di Gambellara: gli esperti lo hanno registrato con il nome Zygosaccaromyces gambellarensis. Anche dagli esami della nuova vendemmia lo abbiamo rilevato sui mosti. E’ una particolarità straordinaria che abbiamo voluto saldare in etichetta”.

Due vini per una comunicazione emozionale innovativa

Ryo e Zygo sono i due vini prodotti ad oggi in Basaltica. Uno frizzante l’altro secco ottenuto da tecniche molto complesse e manuali che hanno reso possibile l’eliminazione completa di qualsiasi prodotto chimico aggiunto. Ricorre la Y che definisce la generazione dei suoi attori principali. “Abbiamo voluto impostare un progetto comunicativo molto innovativo, con una tecnica descrittiva emozionale che va a toccare le sfere più sensibili ed empatiche della quarta dimensione, quella spirituale, dell’uomo”.

“Sono vini naturali, i cosiddetti Orange – wines, che vogliono avvicinarsi al concetto di purezza e di inclusività tra terra e uomo – afferma Framarin. Nulla di più che terra, uva e acqua. Nulla più che la potenza e l’energia del creato”.

Chi volesse approfondire questo bellissimo progetto può seguire Matteo, Jader Junior e Federico sul loro sito che sarà on line tra poco.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail