Fare la spesa in tempi di Coronavirus. Crescono negozi di vicinato, GDO, calano gli specialisti drugs. Salto triplo dell’e-commerce.

(Bernardo Pasquali) – I condizionamenti dell’isolamento sociale e la stretta sui controlli di movimentazione delle persone, hanno cambiato drasticamente le scelte di acquisto. Si cerca di fare poca strada; si preferiscono negozi di vicinato, si evitano gli assembramenti agli ipermercati, si evitano drug store specializzati per avere la possibilità di trovare tutto in un unico posto. In tutto questo si è costretti ad abbassare la qualità dei prodotti acquistati, preferendo quelli a scaffale confezionati a quelli del banco frigo.

In particolare, la Grande Distribuzione Organizzata, nella settimana dal 9 al 15 marzo ha dimostrato un forte consolidamento della crescita delle vendite. Il Sud è al primo posto con un +28,4%, il Nord-Est con +18,6, il Centro con un +16,8% e il Nord Ovest con un +10,8%.

Supermercati (+30,4%) meglio degli Ipermercati (-3,7%); i Liberi Servizi riconquistano uno spazio centrale con un +46,3%; i Discount +22,6%; ai drugs specializzati il caldo più notevole -18,9%.

Il Cash&Carry cala vertiginosamente del 44,7%, dovuto principalmente al mancato approvvigionamento di tutto il comparto Ho.Re.Ca.

Boom delle vendite on line con un +97%, dato mai visto sinora. L’impossibilità ad uscire di casa ha convinto molti cittadini ad affidarsi a questa tipologia di vendita.

Ecco qui elencati i prodotti più venduti in tempo di Coronavirus.

Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 11 del 2020 (9 – 15 marzo) sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:

  1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: latte UHT (+62,2%, 14,1
    milioni in più settimana su settimana), pasta (+65,3), conserve animali (+56,0%), farina
    (+185,3%), uova di gallina (+59,6%), surgelati (+48,0%), caffè macinato (+26,2%), burro
    (+71,9%), acqua in bottiglia (+20,1%) e all’interno del comparto bevande diventa il segmento
    trainante, riso (+71,2%) e conserve rosse (+82,2%);
  2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti
    +362,5% per un totale di 7,4 milioni, detergenti superifici (+49,7%), carta igienica (+43,3%),
    carta casa (+52,4%), sapone per le mani, liquido e solido (+100,3%), candeggina (+99,9%),
    salviettine umidificate (+196%), alcol denaturato (+169,2%), termometri (+115,9%) e
    fazzolettini di carta (+43,1%);
  3. effetto “resto a casa”, da un lato crescono categorie che potrebbero essere considerate
    adatte a un aperitivo casereccio, affettati (+32,4%), mozzarelle (+43,4%), patatine (+31,3%),
    birre alcoliche (+13,8%), ma cresce anche quello che possiamo considerare “comfort food”,
    spalmabili dolci (+57,7%), pizza surgelata (+54,3%) e tavolette e barrette di cioccolato
    (+21,9%). In calo anche molti segmenti del comparto make-up (-60%) e profumeria (-61,9%).

Fonte: Nielsen, MarketTrack, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti Drug.
Vendite a valore per categoria nella settimana 11 del 2020 vs. la stessa settimana del 2019.

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