Lattiero-caseario, il made in Italy col vento in poppa con 16,6 miliardi di fatturato

Il lattiero-caseario italiano prosegue nella fase di espansione contribuendo ad una maggiore “indipendenza” alimentare del Paese e ad un significativo miglioramento della bilancia commerciale. Il prossimo step? conquistare definitivamente nuovi mercati esteri con particolare attenzione a Usa e Cina investendo ancora su sostenibilità e innovazione. Questa l’indicazione di Intesa Sanpaolo e di Monitor Deloitte che hanno analizzato i trend di uno dei settori strategici dell’agroindustria italiana al centro di grandi trasformazioni che, però, non intaccano i classici punti di forza: qualità indiscussa, filiera organizzata, momento d’oro della cucina italiana nel mondo.

In base ai dati ISMEA del 2019 emerge come per la fase agricola il valore della produzione del settore lattiero-caseario sia pari a 4.682 milioni di euro ai prezzi base, la produzione di latte ha un’incidenza del 10% sul totale della produzione agricola nazionale. In relazione alla fase di trasformazione il fatturato dell’industria lattiero-casearia è di 16.630 milioni di euro che rappresenta l’11,5% sul totale dell’industria alimentare. In particolare a fronte di una produzione complessiva di latte di oltre 12.000 tonnellate il 49% è destinato a produzioni DOP.

La spesa annua delle famiglie su tali prodotti ammonta a oltre 20 miliardi di euro. Il grado di dipendenza dall’estero si è progressivamente ridotto nell’ultimo quinquennio per il settore lattiero-caseario nazionale, come evidenziato dal tasso di auto approvvigionamento passato dal 71% del 2015 a circa il 79% del 2019.

In termini di ripartizione territoriale il Nord Ovest è l’area che maggiormente contribuisce al valore complessivo della produzione italiana di latte bovino (47% del totale nel 2019).

Nel dettaglio la Lombardia e l’Emilia Romagna sono le prime due regioni, rispettivamente con un’incidenza pari al 39% e al 17% sul valore totale nazionale della produzione di latte vaccino. In Italia il 52% delle aziende ha sede nel Nord-est, il 27% nel Nord-ovest, il 5% al Centro, il 12% al Sud e il 4% nelle Isole. L’offerta nazionale è fortemente concentrata in aziende di grandi dimensioni, che pur rappresentando meno di un terzo della numerosità totale, detengono ben l’80% dei capi.

Per quanto attiene alla bilancia commerciale si riscontra un progressivo miglioramento del deficit strutturale del settore lattiero-caseario negli ultimi cinque anni, con un recupero di quasi 760 milioni di euro (tra il 2019 e il 2015). Nel 2019 si è verificato un miglioramento del saldo (+295 milioni di euro rispetto al 2018), come conseguenza di una contrazione dei volumi importati (soprattutto latte sfuso) e di un aumento dei prezzi medi all’export dei formaggi. Il saldo commerciale per formaggi e latticini si conferma attivo nel 2019 per un valore di 1,4 miliardi di euro.

“La filiera italiana di produzione di latte e derivati si posiziona ai vertici tra i Paesi Top in molti mercati internazionali grazie prioritariamente all’elevata qualità dei prodotti. Qualità che viene raggiunta in base al notevole livello di know how negli allevamenti, alla presenza di grandi gruppi industriali e di organizzazioni di tipo cooperativo capaci di sostenere la concorrenza con i maggiori competitor mondiali. In questa fase congiunturale post Covid, come emerge nei webinar che abbiamo organizzato, è indispensabile cogliere le crescenti opportunità in termini di nuovi consumatori rafforzando gli investimenti in innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione” dichiara Renzo Simonato, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo.

“Nel valorizzare la filiera, non possiamo non considerare la dimensione internazionale guardando ai mercati chiave per l’Italia, tra cui USA e Cina, in cui i prodotti “Made in Italy” si distinguono per la qualità e per l’unicità. L’apertura ai mercati internazionali rimane nei fatti una delle principali leve di crescita e di de-risking aziendale, come dimostrato anche dalla performance degli operatori durante l’emergenza. Come Monitor Deloitte, al fianco della Divisione, puntiamo a fornire alle aziende della filiera lattiero-casearia elementi utili e di riflessione per valutare la potenzialità dei mercati esteri e cogliere a pieno le opportunità oltre i confini nazionali” sottolinea Manuel Pincetti, Senior Partner Monitor Deloitte responsabile per i servizi di Strategic Transformation & Growth di Deloitte Italia.

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