L’Italia che non molla: nella “Nuova Borgogna” in Giappone Cotarella rafforza l’accordo con il Gruppo Camel di Nobuo Oda

Si rafforza l’accordo di collaborazione tra Riccardo Cotarella e il gruppo nipponico Camel Coffee Co Ltd, leader nell’agroalimentare del quale è presidente  Nobuo Oda, per la produzione di grandi vini di qualità nel paese del Sol Levante.  L’importante accordo vuole realizzare una grande “Wine zone” d’eccellenza sull’isola di Hokkaido. Uno degli obbiettivi strategici, la crescita nella sostenibilità, avviene per Camel Winery attraverso l’apporto di un vino di territorio di livello internazionale, che così possa stimolare il ritorno e la crescita di una generazione di giovani nuovi imprenditori agricoli.  

Nella nuova cantina facciamo centocinquanta mila bottiglie: più della metà spumante, Metodo classico e Charmat. E nascerà un grande rosso di carattere, come la gente di qui, che vuole dimostrare il valore della propria terra – dice Cotarella – non solo. Come latitudine si trova alla stessa altezza di Montalcino ma grazie al mar del Giappone e alla vicinanza della Russia gli inverni sono molto nevosi e le vigne vengono slegate dai tutori e letteralmente sepolte dalla neve. Il paese so chiama Yoichi, siamo a Sud Ovest Hokkaido a circa 100 chilometri dalla capitale Sapporo. I vigneti più alti arrivano a 180 mt slm. Rispetto a Yamanashi, zona a forte vocazione vitivinicola, e rispetto a tutto il resto del Giappone,  le peculiari condizioni meteo con piogge e umidità  piuttosto contenute, a fronte di rigidi inverni fanno assomigliare alla Borgogna questa regione, che offre suggestioni notevoli ed è in grado di raggiungere l’eccellenza delle uve” .

Curiosa  la vicenda che ha condotto alla vitivinicoltura questa località. Sino al 2014, non esisteva ancora una vera e propria winery moderna e la maggior parte delle uve provenivano da Yamanashi, vinificate in loco. L’azienda in Hokkaido era di proprietà di un visionario signore di nome Fujimoto che quarant’anni fa decise di espiantare i meleti, diventati poco remunerativi, ed impiantare per primo in questa zona, uva da vino.   Ma la produzione di Fujimoto era improntata sulla quantità e l’unica discriminante al valore delle uve era il grado brix, conferendo tutto il raccolto alla Hokkaido Wine, grande cantina di tutta la regione.  

L’ingresso del gruppo Camel in un ambiente squisitamente rurale è stato gestito con attenzione per ottenere l’accordo di tutta la comunità. In pochi anni, nel 2017, viene costruita una moderna cantina di quasi 1.400 metri quadrati con know how e tecnologie tutte italiane.  Al fianco dei vecchi vigneti di Kerner, Bacchus, Regent, Lemberger, Zweigelt, vengono messi a dimora Chardonnay e Pinot Noir arrivando a 13 ettari vitati su una superficie totale di 16 ettari.

Sono state impostate nuove forme di allevamento: Guyot, cordone speronato e concetti quali diradamento e doppia raccolta, prima inimmaginabili. Il numero delle bottiglie prodotte aumenta negli anni; da progetto si ipotizza di arrivare a 100.000  bottiglie all’anno.

La produzione si indirizza verso il Metodo classico e Pinot Noir come cru aziendali, e su  Spumanti Charmat e vini bianchi e rossi. Destinazione la rete retail che può far leva su una forza di ben 450 negozi sparsi per tutto il Giappone, specializzati in caffè ed enogastronomia ricercata proveniente da tutto il mondo, ai quali si aggiungono vendita all’ingrosso e import. Seguono attività, ristoranti, importazione vini, e Camel Farm come “boutique winery”.

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