Terra Madre Salone del Gusto Slow Food. Per Carlo Petrini sarà la più grande edizione della storia. Tutto avrà inizio l’8 ottobre con il messaggio di Papa Francesco.

(di Bernardo Pasquali). Presentata questa mattina la nuova edizione di Terra Madre, lo straordinario Salone del Gusto che è nato nel 2004 a Torino. Carlo Petrini la definisce “la più grande edizione di tutta la storia!Cinque continenti presenti, 140 paesi con le loro comunità, in ogni angolo del pianeta”. L’edizione durerà 6 mesi e, grazie al digitale, permetterà di collegare centinaia di migliaia di persone accomunate dallo spirito Slow Food.

Nuove modalità di fruizione del Salone

L’edizione durerà 6 mesi e, grazie al digitale, permetterà di collegare centinaia di migliaia di persone accomunate dallo spirito Slow Food. Sarà un’edizione molto articolata che avrà centinaia di eventi sparsi su tutti i sei mesi di durata fino ad aprile 2021. Si chiuderà a Torino, in occasione del Congresso Slow Food Internazionale. L’avvio sarà decretato da un messaggio di Papa Francesco a tutte le comunità Slow del pianeta. Tutto ciò che sarà in rete sarà accessibile e gratuito per tutti. Sarà un evento globale che darà a tutti coloro che vorranno presentare progetti ed esperienze concrete, la possibilità di presentarlo al mondo. Rimarranno i Laboratori del gusto dall’8 al 12 ottobre che si terranno nella sede di Eataly a Torino.

I temi fondanti

Sono tre i temi fondanti questa nuova edizione 2020 – 2021. Li lancia Carlo Petrini con la sua solita passione inclusiva: “Primo: centralità della biodiversità, non solo intesa come cibo, ma anche di dialetti, usi, costumi, tradizioni delle comunità. Secondo: la grande sfida dell’educazione che deve partire sin da piccoli. Terzo: studiare sistemi per cominciare a costruire spazi per una nuova economia con paradigmi diversi di quelli che ci hanno accompagnato fino ad ora”.

Biodiversità e crisi climatica

Come afferma Francesco Sottile, Membro del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, “Il tema sarà la crisi climatica. Si tratta di un tema che da sempre abbiamo fatto nostro. Si connette con le nostre attività prevalenti. La FAO ha pubblicato, poco più di un anno fa, il Rapporto sullo stato della Biodiversità di interesse alimentare nel mondo con dati impressionanti. Delle 6000 specie che possiamo coltivare nel mondo, se ne coltivano soltanto poco più di 200 e, di queste, solo 9 rappresentano il 66% della produzione mondiale. Il 26% delle razze animali è a rischio di scomparsa. Il sistema produttivo agricolo indiustriale ha compromesso molti distretti ecosistemici come ad esempio il mondo della api,  il mondo dei microorganismi del suolo. Abbiamo un pianeta sotto fortissima pressione e la perdita di biodiversità, è un indicatore fortissimo dell’impoverimento di questo pianeta”. 

Le nuove geografie per una terra vista in senso verticale

Serena Milano Segretaria generale della fondazione Slow Food per la biodiversità onlus afferma che “la biodiversità è l’unica nostra assicurazione di sopravvivenza per il futuro. Ripartire dalla terra è qualcosa di molto difficile perché significa prima di tutto renderci conto che noi non siamo i pradroni della natura, ma apparteniamo alla natura. Significa cambiare radicalmente sia a livello individuale sia a livello di società. Dobbiamo cambiare la cassettina degli attrezzi con cui dobbiamo cambiare la realtà. Ecco perché terra Madre si aprirà con il tema delle Nuove geografie.

La geografia è la prima scienza che ci permette di guardare la realtà che ci circonda. Con Terra Madre noi disegnamo una nuova geografia. Mettiamo da parte i confini politici, le nazioni, le regioni, e mettiamo da parte anche le bandiere che fino ad oggi hanno avuto una grande importanza nelle nostre edizioni passate. Focalizziamo invece le nostre attenzioni sugli ecosistemi, sulle interazioni tra gli esseri umani e la natura. Non ci folcalizzeremo su una geografia piatta che misura le distante tra i vari punti ma su una dimensione verticale. Vogliamo parlare di terre alte e di terre basse. I problemi dei pastori andini non sono dissimili dai problemi dei pastori delle Alpi o dei Pirenei. Noi vogliamo far parlare tra di loro questi mondi partendo dal loro rapporto con la terra, il suolo , l’acqua. Parleremo quindi di terre Alte, di terre Basse di terre d’Acqua, e parleremo di terre e Città. Il rapporto che spesso si è spezzato tra le città e le campagne. Tra chi vive in città e la terra che nutre chi vive in città. Il cibo è l’emento più potente che ci riconnette alla terra ogni giorno. Il cibo non ha barriere, non ha confini politici, piuttosto il cibo ha radici, ha identità. Ma queste identità sono sempre frutto di scambio di viaggio di contaminazioni sono sedimento di memoria collettiva. Quindi parleremo di cibo, di futuro del cibo, di cibo buono pulito e giusto, cambiando gli occhiali. 

Ho un sogno…

Carlin Petrini, a chiusura della presentazione, si lascia andare alle sue visioni per un futuro dopo Terra Madre. “Vorrei che da terra Madre nascesse la volontà e un prototipo di creazione di botteghe alimentari nei paesi e botteghe di vicinato. Questo per garantire la socialità. Ricostruire le botteghe con un prototipo nuovo, con giovani, con nuove tecnologie. Devono essere luoghi di socialità. Dobbiamo creare luoghi per la distribuzione della qualità alimentare. Non possiamo demandare tutto alla grande distribuzione. Dobbiamo sostenere queste filiere molto evocative ma anche molto fragili. Il bene relazionale è la base di una nuova economia”. 

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